Libertè, egalitè, fraternitè mais aussi honnêteté intellectuelle.

In Francia l’opposizione a le mariage pour tous nasce indubbiamente dai movimenti cattolici ma gode della alleanza di ambienti laici, verosimilmente anche atei, che praticano davvero la laicità ed esercitano il dubbio che matrimonio gay e consequenziale scardinamento che questo determina nel processo di filiazione con l’introduzione del ricorso all’utero in affitto, non sia un diritto, né possa essere banalmente derubricata a novità che coincide col “progresso”.
In Francia, nella super laica Francia, c’è insomma una laicità che riconosce nella fede cattolica l’unico avamposto che difende la ragione umana.
Dieci giorni fa 160 esponenti della società civile francese, tutti con un pedigree di sinistra e superlaico, hanno sottoscritto un appello contro la pratica dell’utero in affitto maneggiando argomentazioni laiche, logiche, razionali, convenendo sul fatto che le sue conseguenze determinano la violazione della dignità della donna e la negazione dei diritti dei bambini ad avere, per quanto possibile, riconoscibili e individuabili una mamma e un papà.
Il loro è un atto di grandissima onestà intellettuale e anche di grande sensibilità nel perforare con vera profondità gli argomenti, bandendo ogni superficialità.

Secondo me il piano ideale è questo.
Non si tratta di “vincere” o “perdere” dentro la dimensione agonistica che si vuol plasticamente dare alla vicenda ma di creare, quanto più possibile, cordate trasversali che si confrontano nel libero dibattito delle idee. E poi vedere chi ha più filo per tessere la propria tela.
Questo è mancato in Irlanda. La Chiesa, lì, non è stata lasciata sola perché lei stessa si è nascosta. Ha disertato. Ha rinunciato a esercitare il suo diritto di parola. E nella rinuncia non ha permesso a nessun laico di poterle dare ragione con argomenti razionali.
E’ questo l’errore che non va fatto in Italia.
La Chiese deve continuare a dire i suoi No senza farsi intimorire dall’assedio di un mondo che vorrebbe spiegarle il Catechismo e imporgli il suo controcatechismo. Deve continuare coi No non perché ha il cuore indurito da rigida disciplina ma perché è razionale continuare a presidiare lo spazio della ragione.
Altri potranno venire a farle compagnia. Potranno, eh, non si sa se verranno.

Io non credo che la sinistra italiana che va dal marxismo al radicalismo – abbia l’onestà di firmare appelli contro l’utero in affitto (del resto allo stato non ci sono appelli sottoscritti né risulta all’orizzonte la volontà di redigerli nonostante l’argomento maternità surrogata sia strettamente collegato alla contingenza dei nostri tempi). Li conosciamo vecchi. La loro onestà intellettuale è quella che è, è di bassa qualità, ed è conforme alla attitudine tutta italiana di marciare in quella zona di confort chiamata branco che non contempla effrazioni né teppismi intellettuali.
Francamente non ho elementi per pensare vi siano in Italia 160 intellettuali di sinistra (andrebbero benone pure 100 e mi accontenterei anche di 60) che prendono posizione contro l’utero in affitto e quindi contro il cavallo di troia – i matrimoni gay – che vorrebbe più o meno surrettiziamente legittimarne la pratica.
Però la Chiesa deve continuare a scommettere sulla possibilità di rinsavimento. Che, tra le altre cose, è anche un principio evangelico.
Deve continuare a sperare di non essere sola.
Lo chiede la ragione alleata alla fede.
Fede e ragione. Tratto peculiare del cattolicesimo romano. Ma anche della civiltà occidentale.

GR

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