Strabismi occidentali. Il case history dei cristiani perseguitati.

Raid jihadista ieri in Kenya. 147 morti ammazzati. La loro colpa è quella di essere cristiani.
Reazione: silenzio collettivo.

Attentato alla redazione di Charlie Hebdo. 12 morti ammazzati. La loro colpa, quella di essere vignettisti.
Reazione: la ricordiamo.

Non è la certo nella contabilità dei morti la chiave di lettura, ci mancherebbe. In fatto di morti ammazzati 1 vale come 147 e 12 è uguale a 147.

E allora perché reazioni diverse rispetto a fatti identici? E’ tutto schifosamente parodistico, ipocrita, oltre l’asettica cronaca e se va bene qualche balbettio di solidarietà non si va. Eppure nel mondo il 75% delle persecuzioni sono contro fedeli cristiani (cfr. Rapporto “Persecuted and Forgotten?”) ma sui genocidio dei cristiani in Africa, in Medio Oriente e in Cina poco si dice e nulla si fa: nessuna campagna, nessun moto collettivo, nessuna battaglia di principio, nessun jesuis con hastag figo, nessun ordalia.

Il mondo occidentale nasconde il massacro dei cristiani, non si appassiona alla causa. Lui stesso, da queste parti, certo non uccide, ma è impegnato pancia a terra a far sentire come abusivi, ora da irridere, ora da criminalizzare, coloro che testimoniano la propria fede nella vita pubblica.

La lettura odierna del Libro di Isaia (52,13-15.53,1-12), prologo al vangelo della Passione di Cristo, è ahimè profetica.

«Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato.
Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti.
Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti. Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca. Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo; chi si affligge per la sua sorte? Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi, per l’iniquità del mio popolo fu percosso a morte.
Gli si diede sepoltura con gli empi, con il ricco fu il suo tumulo, sebbene non avesse commesso violenza né vi fosse inganno nella sua bocca.
Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori. Quando offrirà se stesso in espiazione, vedrà una discendenza, vivrà a lungo, si compirà per mezzo suo la volontà del Signore.
Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce e si sazierà della sua conoscenza; il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà la loro iniquità.
Perciò io gli darò in premio le moltitudini, dei potenti egli farà bottino, perché ha consegnato se stesso alla morte ed è stato annoverato fra gli empi, mentre egli portava il peccato di molti e intercedeva per i peccatori».

GR

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...