La fede non è una morale

Mozione d’ordine. Fare testimonianza religiosa per un credente è un diritto, un dovere e un piacere. Di più. Fare testimonianza produce conseguenze anche per chi fede non ha, e non per un malinteso senso di ingerenza prevaricatrice (ma dove?) ma perché nella dimensione pubblica della fede il principio della laicità trova autentica dignità.
Lo spazio pubblico della fede, anche in anfratti ameni tipo quelli Social, giustifica la laicità; ridurre le faccende di fede a vicende intime e private da vivere pubblicamente solo la domenica per un’ora, seduti al banco della chiesa durante la funzione liturgica, significa da una parte discriminare i cattolici, dall’altra tradire la laicità come principio delle istituzioni libere e democratiche.
Il mio percorso di fede non è esattamente dritto, impostato da un’educazione infantile e non ha nulla di ortodosso. È nato e cresciuto tardi, e si innestato su una personalità che vive cercando leggerezza e ironia praticamente su tutto anche su argomenti “seri” perché solo così riesco a non sofisticarmi la vita e farmi capire.

Leggerezza e ironia (anche feroce) che purtroppo non riescono ad avere alcuni fratelli e sorelle cattolici (e quanto è brutto ammetterlo), fagocitati da questa cupezza permanente spacciata per afflato spirituale, plumbea seriosità equivocata con misticismo, vanità moralisteggiante diretta alla esibizione dei propri trequarti di nobiltà cristiana, perenne mancanza di ironia.
La fede che diventa morale o addirittura moralismo tradisce la sua essenza, si normalizza, rincorre registri magari comprensibili – appunto quelli della morale – ma intrinsecamente falsi se confusi con la fede in Cristo. La fede non è sinonimo di morale.

Il loro è sicuramente un approccio in buona fede ma evidentemente non è il mio. Crediamo nello stesso Dio fattosi uomo ma siam persone diverse che han presupposti diversi su come intendere la fede e quindi su come stare al mondo: gli approcci di cui sopra non ci fanno più cattolici ma solo più ridicoli, macchiette inconsapevolmente irrilevanti.
E a noi invece è stato detto di non essere certo del mondo ma per essere sale della terra. Sale, appunto. Non brodaglia.

GR

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