LETTERA A UN’AMICA POST 8 MARZO

A me sta sul cazzo l’8 marzo perché succede che il 9 marzo vengo svegliato dalle notifiche di whatsapp di un’amica che ci tiene, con tanto di book fotografico, ad aggiornarmi sulla sua notte di merda appena trascorsa tra branco femminile e spogliarellisti negri e cazzi di simil colore. Bene.
Voglio giudicare? Sì, voglio giudicare. Perché vedi cara amica, a me piacerebbe tu fossi davvero la troia che non sei. Conosco te e conosco le troie, e lo scarto tra il tuo io e loro noi è gigantesco.
Non puttaneggi tra orge e libertinismi di ogni sorta. Cerchi l’ammmore (giustamente), quello vero, quello che dura più del cazzo del negro che ti ha inculato stanotte.
E attenzione, non ci sarebbe problema se tu puttaneggiassi in servizio permanente effettivo con la tua fica sempre reperibile come i medici della guardia medica. Non avrei rigurgiti moralistici se tu vedessi e prendessi più cazzi del cesso di qualsiasi autogrill. Anzi, probabilmente ogni tanto la ruota potrebbe anche fermarsi sulla congiunzione astrale che fa incontrare i nostri rispettivi membri, chi lo sa, mi conosci, su ‘ste cose so’ un po’ strano, ma insomma sai che ti rispetterei tantissimo anche se fossi una baldracca che apre il culo a negri, caucasici e gialli per 364 giorni+1 all’anno. Ma appunto non lo sei e il culo lo apri solo sul +1.

E allora che cazzo resta del tuo 8 marzo, cara amica neofita dell’orgia?
Non resta la tua voglia di cazzo, resta che hai bisogno di una legittimazione sociale, di un permesso, di fare effrazione al burqua e alla frustrazione di un anno intero con l’ora d’aria rappresentata da un giorno all’anno. Resta che hai trasformato una festa simbolica su diritti e dignità ma tutto sommato importante, una festa che è anche la tua, in zoccolaggine insulsa. E la cosa andrebbe pure bene se non fosse che la zoccalaggine non si improvvisa, è cosa seria e non una carnevalata da untermenschen che l’occhio allenato di colui a cui hai rotto il cazzo stamane coi tuoi messaggi whatsapp non ha difficoltà a sgamare tempo zero.

Sei un essere inferiore amica, e non perché io sia misogino, bella scusa per assolverti la mia presunta misoginia, ma perché tu, col tuo comportamento, hai deciso di essere una troia in scala 1:365. E non va affatto bene.

GR

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