Tre anni senza Lucio Dalla

Lucio Dalle manca da 3 anni e prima che un grande artista è stato un grande provocatore. Libero nel modo di porsi e vestirsi, menefreghista fino al punto di indossare senza pudori un ridicolo parrucchino.
La libertà è sempre divisiva. Non sempre viene capita e apprezzata, anzi, e infatti, come in tutte le carriere lunghe, ha alternato flop clamorosi a successi altrettanto clamorosi in un’altalena che non mette in discussione il suo genio musicale.
La sua musica l’ho scoperta tardi, solo quando è passato a miglior vita. La retorica giovanilista a stampo rockettaro, dove se il batterista non picchia duro a colpi di blast beat tra cassa e rullante e il chitarrista non è iper amplificato e col distorsore altrimenti “cos’è ‘sta lagna?”, rende banali, chiusi, sedimenta stupidi pregiudizi verso il bel canto, la melodia e la canzone “sentimentale”.
Uno così, uno così libero, manca a prescindere dalle canzoni belle o brutte che avrebbe potuto comporre.

Parlare di Dalla mi provoca due richiami legati ad altrettante scoperte postume. La prima è una sua riflessione sul rapporto tra fede e ispirazione artistica che sento molto mia:
«Sono cristiano, sono cattolico, credo fermamente in Dio e professo la mia fede sempre. La fede cristiana è il mio unico punto fermo, è l’unica certezza che ho. La fede è una grande certezza in una società come la nostra che diviene ogni giorno più complessa, più enigmatica. La nostra società moderna ha un grande bisogno di fede. Nelle mie canzoni ci sono molti valori cristiani. Metterei l’accento sulla parte umanistica della vita, quello che cerco attraverso le mie canzoni è invitare ad aumentare la propria coscienza. Ho trovato una grande forza nelle parole dei Salmi, non lasciano indifferenti chi li legge».
La seconda è questa canzone che spesso mi capita di ascoltare. E’ un pezzo “minore” del suo repertorio ma è un tema musicale che trovo bellissimo e impreziosito da questa strofa:
“Poi seguire ogni battito del mio cuore per capire cosa succede dentro e cos’è che lo muove, da dove vieni ogni tanto questo strano dolore, vorrei capire insomma che cos’è l’amore, dov’è che si prende, dov’è che si dà”.

GR

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