Voglio lo Stato Etico.

36enne, fumatore da 20 di un pacchetto al dì, vuole lo Stato Etico con le maiuscole. Parlo di me. Che mi sono rotto di essere considerato un nuovo ricco, uno scorretto, un reietto da discriminare in nome del fanatismo salutista. Il gioco è consunto: quando i governi sono a corto di idee (e quattrini) scatta il “dai addosso al fumatore” in nome del salutismo senza macchia e perfezionista. E’ il turno del ministro della salute Lorenzin che vorrebbe vietare il fumo in automobile in presenza di passeggeri minorenni in nome della prevenzione da “fumo passivo”, una cazzata emotiva che non ha alcun crisma di minima scientificità.

Ma facciano che vietino le sigarette piuttosto di proseguire con questa politica da comici spompati. Perché raschiare il barile della scemenza e organizzare crociate sceme in nome del puritanesimo assolutista che oltre a provocare problemi di carattere organizzativo – le polizie municipali di tutta Italia goffamente trasformate in tutori dei costumi – non risolve nulla?
In ogni dove tutte le crociate salutiste contro ciò che si ritiene non sia sano non hanno funzionato e tutte le categorie da disincentivare con queste campagne hanno dato allure al proibito.

Lo vorrei Etico con le maiuscole non perché debba dirci come vivere, no, etico perché deve dire la verità: non deve trasformare la scienza statistica in scienza assoluta attraverso campagne sceme atte a terrorizzarci e convenienti solo allo Stato stesso in quanto non corrispondenti alla realtà.

Detta meglio: le sigarette non fanno bene ma fanno meno male di tante altre cose tipo i fumi da cucina (non è un paradosso) ma nessuno pensa di fare campagne contro di essi. Il fumatore che incorre nella eventualità (EVENTUALITA’) di contrarre un cancro, in termini di politica sanitaria costa meno di uno che si spacca andando a giocare a calcetto, visto che una parte dei soldi che ha speso a causa del suo vizio sono andati – indovinate a chi? – allo Stato.

Nell’informare sul nostro rapporto con le cose che ci fanno male ci vuole equilibrio, non serve puntare il dito solo sul tabacco. E poi dobbiamo convincerci che vivere è un po’ morire. Non è cosa buona consegnare alla morte un corpo integro e questa smania di volerla vanamente esorcizzare ci rende più stupidi in vita e quindi più stupidi anche in prospettiva dell’appuntamento con Sorella Morte.

GR

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