*Saluto e augurio

A eccezione di una cafona che non fa testo non ho mai cancellato nessuno su Fb per le proprie idee. Il principio di consentire a tutti di usare come si deve la libertà è sempre stato un punto fermo anche con i tantissimi con cui su molti temi trovo disaccordi. Ma ci ho ripensato. Cancellerò più d’uno, anche persone conosciute di persona, addirittura amici, perché non sta scritto da nessuna parte che persone che si conoscono fuori da fb debbano automaticamente andare d’accordo qui o semplicemente restare in contatto nel virtuale.

Cancellerò persone con cui sostanzialmente non ho nessuna interazione – non so che farmene di migliaia di contatti – e i cretini.
Il punto è che sono intollerante ai cretini. E non che fuori fb tutti quelli con cui mi confronto non confermino di esserlo, anzi. Fondamentalmente tutti siamo un po’ cretini ma i Social amplificano il cretinismo vanitoso di chi fuori fb è meglio o probabilmente potrebbe essere meglio. In fondo la mia piccola rivolta contro il cretinismo ha un respiro garantista e parte dal principio di non colpevolezza del cancellato.

Col tempo ho capito che il cretinismo vanitoso si è naturalmente organizzato in categorie ampie e sempre in aggiornamento, un elefante che alla lunga incide su qualità e quantità del tempo che si passa su fb.
Parte da chi non capisce un cazzo dell’argomento di cui vorrebbe parlare, come se essere una capra che ha un’infarinatura appena approssimativa su argomenti complessi sia un merito e non un limite da gestire con pudore, passa da quelli che si prendono troppo sul serio, arriva agli umanoidi che non capiscono il senso di quanto si sono illusi di aver appena letto e, privi di qualsiasi rudimento elementare di quella che quelli bravi chiamano “intelligenza emotiva”, proprio non ce la fanno a non fare la battuta scadente all’interno di un dibattito o sotto un post che sta alla loro miseria umoristica come i frutti di mare ai sudtirolesi.

Eppure non sembrerebbe difficile non cadere nelle maglie del cretinismo vanitoso. Basta usare i neuroni. Ad averceli. Ma, ripeto, voglio pensare che sia il meccanismo fb a obnubilare e a involvere. Peraltro non si può certo piacere a tutti.

È un mio limite ma le regole su qualità e quantità di tempo (i cretini ne fanno perdere parecchio) e sul modo con cui stare su fb le decido io dentro il compromesso che ho fatto con me stesso quando mi sono iscritto: no foto compulsive, no dettagli privati sulla mia vita, no cretinismo (che non significa cercare solo chi la pensa come me, resto polemico, ergo, amo discutere). Quindi se vi ritroverete da qui a 24 ore senza il mio contatto, pur conoscendomi di persona, sappiate che non sono morto prematuramente ma semplicemente non c’è con voi feeling 2.0. Per tutto il resto c’è la vita reale.

*”Saluto e augurio” è una delle poesie più belle di Pier Paolo Pasolini ed è conosciuta come il suo testamento politico.

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