Piccola postilla di un garantista psicotico e ossessionato.

Avete visto ieri le immagini di Scajola esibito ad uso di telecamere e flash a mo’ di scalpo mentre in stato di stato di custodia cautelare – quindi privato della sua libertà personale – veniva tradotto dalla sede della DIA al carcere? Bene.
Ripercorrete quelle immagini e confrontatele con questo art. del c.p.p., l’art. 114, comma 6 bis: “E’ vietata la pubblicazione dell’immagine di persona privata della libertà personale ripresa mentre la stessa si trova sottoposta all’uso di manette ai polsi ovvero ad altro mezzo di coercizione fisica, salvo che la persona vi consenta”.

Hanno un’altra volta violato la legge che dovrebbero far applicare, e la cosa suscita ribrezzo vergogna e disonore su chi ha deciso che così avvenisse più che sull’arrestato, le cui colpe evidentemente sono tutte da accertare. Da certa magistratura nessuna lezione di educazione civica.

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