Mai confondere l’accusa con la colpa. Anche verso i preti in odore di pedofilia.

Le parole sono importanti: Joseph Wesolowski non è un arcivescovo ma un EX arcivescovo, ridotto da tempo alla stato laicale da quella Chiesa che evidentemente non copre chi gli è di scandalo, comminandogli la massima sanzione.
E’ accusato di cose gravissime, ovvio, ma il garantismo vale per tutti, anche per gli ex preti, ed è un principio di civiltà a garanzia di tutti. Mai confondere l’accusa con la colpa: il cristianesimo può essere un uomo sporco, persino un prete di merda, ma non può essere accanimento accusatorio che viola la dignità dell’essere umano. Chiunque esso sia. Il cristianesimo non è dito puntato. E’ l’ateismo che impone morigeratezza quasi ai limiti del moralismo, il cristianesimo, al contrario, ci chiede intanto di lottare contro i nostri peccati; è quello che invita a guardare la trave nel proprio occhio prima della pagliuzza in quello altrui e a lanciare la pietra solo se si è senza peccato, quindi mai. E’ pragmatismo; è resurrezione che si perfezione attraverso il mea culpa e il perdono reciproco. Non è perfezionistica sterilizzazione del tutto, visto che chi cerca un perfezionismo disincarnato non fa altro che cercare il demonio.

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