La retorica dell’«interesse dei cittadini».

Che poi la cosa più stomachevole di Grillo e del grillismo trasversale ai partiti sono il ricorso a parole d’ordine onnicomprensive come “gente” “cittadini” “popolo”, “italiani”; concetti che per definizione descrivono masse informe e sparpagliate. Complessivamente inteso l’interesse dei cittadini non esiste. E’ demagogia ruffiana. Ogni cittadino ha un suo interesse, diverso e spesso addirittura opposto a quello di chi gli è accanto.

L’interesse del “cittadino imprenditore” è poter restare in Italia senza farsi ammazzare di tasse e dalla burocrazia mentre quello del “cittadino statale” è mantenere il proprio potere di interdizione e conservare il proprio status quo affinché nulla intacchi la propria condizione.  L’interesse della figlia della mia vicina di casa, “cittadina” 18enne spinellata, è legato alla legalizzazione della droga. Quello dei cittadini gay è centrato sulla possibilità di potersi sposare ed adottare. E cittadini sono anche quelli favorevoli e contrari ai campi rom e allo ius soli. Confusione cosmica.
Esempio dopo esempio l’interesse dei cittadini significa parlare del nulla. Aria fritta. Fuffa inutile che non vuol dire niente. Roba buona solo per la pancia.

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