La deriva sentimentalista sulle cose pubbliche.

Leggevo questo articolo (http://www.corriere.it/cronache/14_giugno_14/scajola-aiuti-chiara-ha-fatto-tutto-amore-b11b149e-f389-11e3-9746-4bf51e9b4d98.shtml) e pensavo a chi si batte per allargare l’istituto del matrimonio anche agli omosessuali sulla base dell’amore, dettaglio perfettamente inutile dal punto di vista pubblico.

Ora, i difensori di Scajola impostano la difesa del loro assistito sul sentimento di questi verso questa signora che ne fagocitava l’azione e i riflessi fino alla accondiscendenza sistematica, come se il fatto dell’amore nelle dinamiche pubbliche possa essere di per sé un’esimenti o una causa di giustificazione codificata o codificabile.
Non è così. In entrambi i casi credo che il problema sia culturale e nasce dalla deriva sentimentalista che, con i suoi equivoci gentili, sta intorpidendo la sfera pubblica della nostra società nella lettura dei fenomeni sociali che colgono più o meno collettivamente l’incapacità di distinguere il grano dal loglio.

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