Dagli all’untore. Il caso Bossetti.

Premessa: per me la cronaca nera è un posto senza latitudini e longitudini: non so chi siano Yara Gambirasio e Meredith Kercher, non distinguo Garlasco da Cogne e Cogne da Avetrana. Però un po’ conosco la comunicazione e so di che pasta sia fatta la cultura di merda dell’Italia: un tizio è stato fermato e immediatamente sbattuto in prima pagina con l’etichetta di assassino. Leggo di un ministro dell’interno che si è intestato la cattura parlando senza esitazione di “arresto dell’assassino” in barba ai più elementari rudimenti di giustizia (e di procedura) che si pretenderebbe maneggiasse chi rappresenta lo Stato addirittura al Viminale. Questa Italia fatta di bestie in doppiopetto, che dai giornali ai politici danno in pasto alla folla eccitata l’arrestato spacciato per colpevole e confondono, per ignoranza o malafede, l’accusa con la colpa, mi fa molto cagare.

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